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La Storia dei Guanti

I Guanti

I guanti coprono le nostre mani nei mesi freddi, anzi sarebbe meglio dire le vestono, dal momento che da sempre i guanti sono accessori dalla spiccata eleganza e dal grande valore, anche simbolico.

Già presso gli antichi romani i guanti erano indossati a fini estetici e nel Medioevo erano lanciati dai signori in simbolo di sfida, oltre che donati alle signorine a testimonianza dell'affetto provato. In occasione delle lunghe cavalcate i più ricchi indossavano guanti resistenti e ciò a prescindere dal sesso, dal momento che erano diffusi anche i vestiti per le mani delle donne.

Per il gentil sesso, accanto ai resistenti guanti da equitazione e a quelli in pelliccia per il rigido inverno, vi erano anche guanti creati con tessuti delicati, indossati per vezzo e per proteggere la delicata pelle dalla luce intensa del sole.

Nel Rinascimento i guanti si caricano di gemme preziose e fili dorati e talvolta prevedono tagli in punti strategici, al fine di permettere alle pietre degli anelli di brillare pure quanto le mani sono coperte.

Nell'Ottocento il guanto è accessorio indispensabile per l'uomo e la donna elegante, un simbolo di classe declinato in un'infinità di misure e di tessuti. Mezzi guanti o lunghissimi a coprire l'avambraccio, da giorno o da sera, in pelle, pelliccia o lana, in ogni guardaroba che si rispetti sono presenti in gran quantità e fra le classi più agiate è raro vedere una signora a mani nude.

 

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